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Dal 26 Agosto 2019 27 Agosto 2019

Prezzo

€ 198

LA COSTIERA AMALFITANA

LA COSTIERA AMALFITANA

LA COSTIERA AMALFITANA: Un paradiso naturale, un luogo incantato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1997. La grande bellezza di questo paesaggio fa della Costiera Amalfitana uno dei luoghi da visitare almeno 1 volta nella vita.

Ripide scogliere, coste frastagliate costellate di piccole spiagge e villaggi di pescatori color pastello, vigneti terrazzati e limoneti a picco sul mare la rendono simile ad un balcone sospeso a metà sulle acque blu cobalto del Tirreno e l'azzurro del cielo che molti pittori e fotografi hanno provato, senza riuscirci, a riprodurre nel corso degli anni.

La Costiera Amalfitana è un tratto di 50 km di costa a sud della Penisola Sorrentina, nella regione Campania, si estende per 11.321 ettari tra il Golfo di Napoli ed il Golfo di Salerno e conta 14 comuni: Amalfi, Atrani, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare ed Agerola.

I paesi sono collegati dalla Strada Statale 163 Amalfitana considerata una delle più belle strade dello stivale e costruita in epoca borbonica.

AMALFI: la Costiera Amalfitana prende il nome proprio da questa cittadina che fu la prima delle quattro Repubbliche Marinare. Amalfi era considerata una potenza nel traffico commerciale con l'Oriente per via del suo sbocco naturale alla Valle dei Mulini. Gli intensi rapporti con il mondo arabo e bizantino ne fecero una "città ricca e opulenta". Famosa per i sui traffici e le sue relazioni diplomatiche, legò il suo nome alla bussola di Flavio Gioia ed alle "Tavole Amalfitane", il primo tra i codici di diritto marittimo. Appena giunti sul posto si viene accolti dalle case bianche incastonate nella roccia come fossero dei diamanti, collegate tra di loro da suggestive scalinate e vicoli coperti. Il luogo più importante è la piazza dove si trova il Duomo di San'Andrea con il campanile ed il Chiostro del Paradiso.

Ogni angolo, ogni viuzza e ogni piazzetta aprono prospettive inusitate e scorci silenziosi e pittoreschi: è questo lo scenario che ha incantanto generazioni di viaggiatori, il paesaggio romantico per eccellenza, dove la dolcezza del clima e la bellezza di ville e case addossate una all'altra si coniugano con la natura aspra e apparentemente inospitale di montagne a picco sul mare.

COSA VEDERE AD AMALFI: la pianta di Amalfi presenta una forma triangolare, la cui base è costituita dalla zona Sud, a mare. Qui troviamo la darsena, una parte del porto costruita dopo il 1900, con costruzioni murarie, dove si riparavano le navi; il riferimento a terra, quella coperta ed antica, è costituita dall'Arsenale, antico cantiere dove si costruivano le galee della Repubblica Marinara, oggi sede del Museo della bussola e del Ducato Amalfitano e luogo di importanti eventi culturali.

La zona verso est è quella in direzione di Atrani, la parte opposta va verso Conca dei Marini e Positano. Consigliatissima è una passeggiata tra i vicoli del centro storico, tra gli slarghi che di tanto in tanto incontrerete e sulle scale che portano ai quartieri alti: sarete assaliti da profumi e scorci indimenticabili. Il fitto reticolato di viuzze e gradini è dominato dal Duomo di Amalfi, dal suo particolare portico potrete accedere al Chiostro del Paradiso e alla Basilica del Crocifisso, la prima cattedrale amalfitana oggi sede dell'importante Museo diocesano di Amalfi. Nel versante meridionale della piazza è collocata la fontana di S. Andrea Apostolo ai cui piedi ci sono 4 angeli anch'essi in marmo, sui 2 lati si trovano a sinistra una colomba e a destra un proteo marino detto il Pellicano o Pulicano dal soprannome del pescatore che fece da modello, e al centro vi è una sirena.

Verso nord, attraverso la strada centrale affiancata da viuzze laterali strette e gradini ci si inoltra verso Valle dei Mulini e le Ferriere. Da qui partono alcuni splendidi sentieri da trekking e dove sono localizzati numerosi e bellissimi giardini di limoni amalfitani e laboratori che producono il limoncello, oltre alle antiche Cartiere che producono la famosa e pregiata Carta d'Amalfi, a cui è stato dedicato l'interessante Museo della Carta.

POSITANO: capitale del divertimento é molto conosciuta a livello internazionale. Le scalinate e le case intonacate a calce che seguono il disegno delle montagne, con la cupola di maioliche della Chiesa dell'Assunta, la fanno sembrare una cartolina tridimensionale. Positano vanta una vasta produzione di sandali in cuoio e abiti in lino. La leggenda narra che sia figlia del mito, Poseidone aveva modellato Positano per amore di Pasitea, forse è per questo motivo che conquista il cuore dei visitatori.

E' un antico borgo marinaro e sorge lungo uno dei tratti costieri più belli della penisola sorrentina e precisamente al centro della baia tra Punta Germano e Capo Sottile. Il suo abitato, unico nel suo genere perchè concepito su asse verticale, si arrampica, in un'incredibile piramide, su un contrafforte dei Monti Lattari, adagiandosi a ventaglio su splendide terrazze che degradano in una cala romantica, conferendole la caratteritica fisionomia di un presepe: un sogno seducente di piccole case addossate l'una sull'altra e sospese tra mare e cielo, di oasi di palme orientali, di macchie e agrumeti nei caratteristici terrazzamenti, quasi a sfidare la forza di gravità; e poi il mare blu cobalto che riesce sempre a rinnovarsi inventando nuovi ricami tra rocce a strapiombo che vanno a fondersi con arenili scuri e finissimi.

LA STORIA DI POSITANO: IL MITO      Osannata da scrittori e poeti, riprodotta innumerevoli volte su tela, Positano resta per lo più conosciuta nelle fase più antiche della sua esistenza. Come spesso accadeva in passato, molti sono i miti che raccontano la sua origine, uno di questi vuole Positano fondata da Poseidone, dio greco del mare, per amore della ninfa Pasitea da lui amata. E' comunque certo che il territorio di Positano fosse abitato già nella preistoria e precisamente nel periodo de Paleolitico Superiore come accertato dai ritrovamenti di un gran numero di molluschi terrestri e marini e della pietra con testa di animale incisa presso la grotta La Porta nel 1956-1957, la grotta Mezzogiorno nel 1967-1968 e la grotta Erica nel 1968-1969. Sul mare la circondano 3 isolotti: il Gallo Lungo, la Rotonda e il Castelluccio che formano l'arcipelago Li Galli e sono da sempre ritenute la mitica dimora delle ammalianti sirene. Il culto delle sirene era tipico dei greci che in tempi arcaici rappresentavano le sirene con metà corpo di donna e metà corpo di uccello; il geografo greco Strabone identificava proprio nell'arcipelago Li Galli la sede di questi pennuti dal volto umano a causa dei numerosi naufragi che avvenivano in questo impervio tratto di costa e che pensava fossero causati dal richiamo delle sirene.

La villa romana ritrovata nei pressi dell'attuale chiesa madre di Positano e a cui si riferisce il rapporto del 23 aprile 1758 di Carlo Weber, addetto agli scavi di Pompei, e le numerose altre vestigia di ville d'otium lungo la costa attesta che la Costiera Amalfitana fu eletta a residenza estiva da ricchi romani, patrizi o danarosi liberti. Le notizie certe risalgono ai secoli successivi alla caduta dell'impero romano, quando Positano entra a far parte della Repubblica di Amalfi attraversando un periodo floridissimo di commercio con gli altri paesi del Mediterraneo, Fecero seguito, purtroppo, i tristi periodi delle dominazioni Angioina ed Aragonese e delle sempre più feroci incursioni di Saraceni e Turchi, Per difendersi i positanesi eressero a propria difesa, per ordine del Vicerè Don Pedro de Toledo, tre torri di guardia che ancora oggi fanno bella mostra di se: quelle del Fornillo, del Trasito e della Sponda. Nel 1668 Positano sborsò 12943 ducati per riscattarsi dal peso feudale dichiarandosi città regia, aprì  quindi il commercio marinaro con la Grecia e con l'Isola di Cipro, riattivò quello con la Calabria e la Puglia, riacquistando grande importanza e prestigio.

SHOPPING: Lo shopping a Positano è una  vera e propria esperienza. La Moda Positano è ormai famosissima in tutto il mondo. A partire dagli anni Sessanta, la tradizione secolare della tessitura del lino e della canapa unita a quella del ricamo e dell'uncinetto, ha creato uno stile di abbigliamento unico, che unisce in maniera inimitabile materiali naturali, colori vivaci e decori floreali. Nelle botteghe di Positano gli originali sandali in cuoio sono realizzati al momento e su misura da abili ed esperti artigiani. Di anno in anno le collezioni si rinnovano nel rispetto della tradizione che ha fatto di Positano una griffe conosciuta in tutto il mondo. Passeggiando per le pittoresche stradine e scalinate di Positano sarai rapito dai colori e dalla bellezzaa delle sue boutique, dove potrai trovare anche grandi marche internazionali e prodotti artigianali tipici della Costiera Amalfitana come quelli dell'enogastronomia e della ceramica.

SORRENTO: Sorrento è bellissima e offre ai turisti tutto quel che serve per una vacanza appagante. A soli 20 minuti di auto c'è la Costiera Amalfitana per non parlare poi dell'altro versante costiero dove ci sono i siti archeologici di Pompei e Ercolano.

Terra dei colori, delle sirene, città dei giardini: sono davvero tante le definizioni attribuite a Sorrento, patria del grande Torquato Tasso. In effetti in ognuna c'è un fondo di verità, un pezzo di storia di questa città millenaria influenzata nei secoli da culture diverse: greci, romani, normanni e aragonesi son passati di qui lasciando, ciascuna civiltà, la propria impronta e ricevendone in cambio i frutti di una natura generosa e i paesaggi struggenti di uno dei tratti di costa più belli al  mondo. Dal XIX secolo Sorrento è un'amena città turistica, forte di un legame saldissimo col mondo anglosassone risalente al cosiddetto "Grand Tour", quando la conoscenza del Mediterraneo era bagaglio indispensabile alla formazione dell'aristocrazia mitteleuropea. Ne è scaturita un'atmosfera molto diversa rispetto ad altre località turistiche della Campania. Forse meno incline al folclore, ma certamente più ordinata, più accogliente.

COSA VEDERE:

Piazza Tasso-Corso Italia: il ritmo di Sorrento, il cuore pulsante della città. Bar, ristoranti, negozi e tanta, tantissima gente praticamente in ogni periodo dell'anno. A Natale poi la ressa è davvero tanta, perchè Sorrento è molto di più di una località balneare.

Villa Comunale: Panorama a cinque stelle per la Villa Comunale a Sorrento a due passi da Piazza Tasso. Piccola, ordinata, raccolta, con una vista mare mozzafiato e la possibilità, esclusiva, di raggiungere Marina Piccola tramite un comodo ascensore. D'estate la Marina è il porto di collegamento con Capri, Ischia e Procida.

Chiostro di San Francesco: Praticamente attaccato alla Villa Comunale, il Chiostro di San Francesco è tappa obbligata a Sorrento. Fa parte dell'omonima chiesa anche se, a differenza di quest'ultima, ha conservato diverse tracce dell'originaria architettura trecentesca insieme ad altri motivi decorativi aggiunti nei secoli successivi. Portici di archi incrociati di tufo che si alternano ad archi tondi a loro volta poggiati su colonne sormontate da capitelli. Una miscellanea di stili che non lascia indifferenti e che, soprattutto, conferisce al chiostro un'atmosfera solenne e mistica.

Duomo di Sorrento: Originariamente ubicata fuori le mura cittadine, la Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo si trova nel centro storico di Sorrento da oltre mille anni anche se, va detto, in precedenza sorgeva più a monte rispetto all'attuale collocazione. Del primitivo aspetto non è rimasto quasi nulla e la forma odierna è figlia di successive ristrutturazioni terminate negli anni 20 del secolo scorso con la facciata in stile neogotico. L'interno invece è in stile barocco, per lo più realizzato nel XVIII secolo. Quanto alle opere d'arte ce ne sono di grande valore: dalle tele, realizzate da Giacomo del Pò, raffiguranti l'Assunta e i Santi Filippo e Giacomo (nel soffitto  del Presbiterio), alla Maddonna col Bambino e i due San Giovanni di Silvestro Buono (sul pulpito). Imponenti anche il coro ligneo e il grande organo che sovrasta il portale principale d'ingresso. All'esterno, su Corso Italia, il campanile con l'orologio in ceramica del '700. Maestoso.

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